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Libri di Gennaio

 

Gaetano Tiberi

   

  BIBLIOTECA CIVICA

  NATALIA GINZBURG

       PUNTOZERO

        COOPERATIVA LETTERARIA

 

@Gaetano Tiberi

 

 

I Libri di Gennaio 2015:


SOLO ME NE VO PER LA CITTA'
di Enzo Gaiotto (Las Vegas)

“la storia di una parte considerevole del Novecento: guerre, speranze, dittature, tutto però al sole, in perenne movimento, vivace anche quando si racconta di fame e stenti e fughe e povertà e morte. Nella sua ricostruzione gli anni Trenta appaiono vividi, terribili, fatui e bellissimi: un concentrato di guerra coloniale, balli, riviste, costumi, camicie nere, libri e canzoni alla moda, sentimentalismo fascista o clericale, incidenti in fabbrica, valigie di cartone… un Amarcord tirrenico fatto di storie dolenti e speranzose di emigrazioni, viaggi in terza classe su treni forzatamente in orario, tournée di compagnie di varietà. Non sono meno drammaticamente vivaci gli anni Quaranta, gli sfollamenti, i bombardamenti, i tedeschi ovunque, i repubblichini, l’arrivo degli americani, le Am-lire, i chewing-gum, o i successivi Cinquanta… “

(Claudio Morandini - FuoriAsse)

FIRENZE AMARA E DOLCE di Marco Innocenti (Avagliano)

Ciascuno di noi costruisce, nella città in cui vive, una mappa personale. È un percorso privato che cambia anno dopo anno, ogni volta che si lasciano vecchie strade e se ne percorrono di nuove. Una cartina fatta di luoghi ma soprattutto di persone, con le loro facce e le loro storie. Un intreccio di amori, affetti, amicizie, conoscenze. Certe volte si tratta di incontri casuali, capaci di lasciare in pochi istanti un segno profondo.

(Incipit d’autore: Firenze amara e dolce di Marco Innocenti – Svolgimento)

SEMPLICEMENTE GUTIERREZ di Vicente Battista (Voland)

“Prima la ragione, poi la passione, è uno dei dogmi di Gutiérrez.”

(Voland)

KAMEN Rivista di poesia e filosofia n. 46 (Vicolo del Pavone)

Filosofia, Charles Lalo – Poesia, Flaminia Silj – Letteratura e giornalismo, Mario Borsa.

SPREGAMORE di Paolo Del Colle (Gaffi)

Chi parla - in un monologo che non è solo parola ma successione di sguardi, immagini, fatti e pensieri che si rifrangono, si spezzano e si ricompongono - è assediato da una realtà opprimente e soffocante, che la calura estiva rende ancor più insopportabile […] un vuoto tremendo, anzi una profonda sfasatura tra ciò che avverte come il mistero inaccessibile della vita e la solitudine dell’esistenza e del nostro essere nel mondo, tra ciò che ci supera nella sua incomprensibilità ed ineluttabilità e la nostra fragilità, la nostra incompiutezza. E proprio questo doppio senso di incompletezza da una parte e di inutilità dall’altra domina tutto il romanzo.

(Mauro Germani)

SPADE di Giovanni Gastel (Gallucci)

“Pensiamo all’atto di iniettarsi droga e subito ci ritroviamo in un mondo costruito sulle pagine di Flash di Charles Duchaussois, sulle tavole di Pompeo disegnate da Andrea Pazienza, sui fotogrammi di More girati da Barbet Schroeder. O su cento altri romanzi, film, fumetti. Ognuno ha il suo catalogo ben consolidato nella memoria, che suscita sentimenti che oscillano tra il fascino oscuro del piacere proibito, la pietà per l’emarginazione dei drop-out e l’orrore per l’abiezione in cui in quegli anni si cadeva. Ma le parole chiave sono proprio queste: «in quegli anni»”.

(Piersandro Pallavicini La Stampa)

 

 

                                                            In collaborazione con:                                                                                                                                                                                      

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